
> Tonno > La pratica della pesca del tonno

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La pesca sportiva
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Un’altra attività collegata al tonno e
praticata dagli amanti del mare è la pesca sportiva
per catturare il tonno.
Sono molti i pescatori che la
esercitano,
soprattutto nel Mar Ligure, sia nella Riviera di
Levante che di Ponente, usando barche abbastanza grandi e
sicure (bisogna allontanarsi almeno 20/40 miglia dalla
costa) provviste di 6 o 7 canne laterali, con lenze ed
ami, che vengono lasciati in mare mentre la barca cammina,
praticando quella che viene comunemente chiamata
pesca alla traina.
Questi pescatori conoscono i
percorsi
dei tonni e cercano di incrociarli nelle loro zone di
transito o di pascolo.
La sequenza della pesca è molto semplice:
quando il tonno ha abboccato (e lo si sente, perché la
lenza parte improvvisamente con un rumore sibilante che fa
la gioia di ogni pescatore) viene tirato sottobordo
recuperando la lenza, viene afferrato con un
raffio, un gancio simile a quello usato nelle
tonnare, e issato a bordo. Qui avviene un’operazione
che può sembrare crudele, in realtà è forse pietosa: il
tonno viene ucciso con un colpo sulla testa assestato
con un grosso martello di gomma, in modo che la sua
agonia sia il più breve possibile.
Il tonno viene subito pulito praticando
una piccola incisione trasversale nel basso ventre; vengono
poi incise le branche con un coltello e
tutte le
interiora vengono tirate fuori dalla testa. In questo
modo si evita di aprire la pancia del tonno. In seguito
viene legato dalla parte della coda, messo fuori bordo e
trascinato in mare, in modo che venga lavato tutto il
sangue.
Questa pesca sportiva è una passione che spesso
nasce in gioventù, quando si segue un padre, o comunque un
adulto con la stessa passione che la trasmette. Unisce la
gioia di passare una giornata all’aria aperta, in mare,
all’entusiasmo di catturare una preda, istinto
ancestrale dell’uomo che oggi non lo fa più per
sopravvivenza, ma per sport.
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